La storia dell'astrologia Umanesimo e rinascimento
Storia dell'astrologia in Umanesimo e rinascimento
L'astrologo del '400 ha caratteristiche molto diverse da quello medioevale: è ancora "dottore" di arti e medicina, tiene ancora lezioni universitarie, ma è anche uomo di corte, consigliere del principe.
Non pochi i cenacoli astrologici che si formano alle corti di Francia, Inghilterra, Boemia, Austria, Italia, in particolare a Firenze, Milano, Ferrara, Urbino, Napoli e Roma. Luca Gaurico (1476-1558) opera sotto i papi Giulio II, Leone X, Clemente VII e Paolo III, prima di diventare consigliere di Caterina de' Medici. Divenne famoso per aver predetto ad Alessandro Farnese, che sarebbe divenuto papa (Paolo III). L'astrologo rinascimentale, poi, oltre che commentatore di testi astrologici, è anche autore di pronostici annuali sulle vicende politiche e militari.
In queste previsioni si può riscontrare una pressoché completa accettazione dell'influsso astrale sulle vicende storiche, politiche e religiose, anche se i loro autori sono sempre attenti, almeno nelle intenzioni dichiarate, a non mettere in dubbio il campo della libertà umana. Se poi è nel periodo dell'Umanesimo che Poggio Bracciolini riscopre le opere di Manilio, è nel Rinascimento che Marsilio Ficino (1433-1499), grande diffusore del platonismo, traduce in latino l'opera Corpus Hermeticum, l'insieme degli scritti ermetici che vengono attribuiti ad Ermete Trismegisto, dove non mancano interessanti parti astrologiche. Grande contestatore dell'astrologia previsionale è, invece, Pico della Mirandola (1463-1494), che la considera "speculazione bugiarda... sostenuta dai ciarlatani, sospetta a tutti i buoni e a tutti i saggi".
Di contro, per astrologo, fisico, medico, matematico e filosofo, Girolamo Cardano (1501-1576), l'astrologia è un mezzo privilegiato per l'interpretazione dell'ordine universale e l'interrogazione delle stelle, che può dar risposta anche ad eventi eccezionali, come il sorgere e il tramontare di una religione. Tra la fine del '400 e la prima parte del '500, visse ed operò l'astronomo polacco Nicolò Copernico, sostenitore del sistema eliocentrico, detto anche, dal suo nome, copernicano, che si opponeva al sistema geocentrico di Tolomeo, proponendo una visione dell'universo in cui la terra gira intorno al Sole. Ma anche dopo l'accoglimento della Teoria eliocentrica (del resto già proposta da Aristarco di Samo nel III secolo a.C.), l'astrologia non scomparve, e lo stesso Copernico ne aveva conoscenza e pratica, dato che redigeva oroscopi su commissione.
Storia dell'astrologia.
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